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lunedì 22 agosto 2011
martedì 16 agosto 2011
End the persecution of students & teachers in Bahrain
The Global Campaign for Education abhors the current persecution and imprisonment of teachers and students for expressing their opinion in Bahrain. The campaign is offering its support and urges the King of Bahrain and the Bahraini government to immediately address this issue and enable everyone to learn free from fear of persecution in Bahrain.
“...she was punched and beaten with a baton and electric cable so severely that she lost consciousness. She was threatened with rape or sexual molestation, kept in a freezing cell and forced to clean a lavatory with her bare hands. She says she was told by prison guards that one of those beating her was a woman member of the royal al-Khalifa family.”
A description of the conditions of imprisonment of Ayat al-Gormezi, a student teacher in Bahrain
Taken from an interview in The Independent (UK), 20 July 2011
You can help these victims by demanding that the Bahraini government immediately address this issue.Since March 2011 Bahrain has been carrying out a punitive and vindictive campaign of violent repression against its own citizens. The pro-democratic protests, centred at Pearl Roundabout in the capital, Manama, were largely brought to an end following a brutal government crackdown on the 15th March, with the help of UAE and Saudi troops. Since then the fierce repression has been characterised by widespread arbitrary arrests, credible allegations of torture and ill treatment, apparently coerced televised “confessions”, unfair trials and politically-motivated mass dismissals of students from universities and workers from their jobs.
The Bahrain Center for Human Rights, Bahrain Society for Human Rights, Human Rights Watch, Amnesty International and Education International are amongst the international organisations raising alarm and campaigning for the rights of these individuals in Bahrain.
On 29th March, Jaleela al-Salman, Vice President of the Bahrain Teachers Association, was arrested at gunpoint in her bedroom in front of her children. Many of her colleagues and fellow board members of the teachers’ union have since been arrested and released but are still awaiting trial on the claims of having illegal messages on their BlackBerrys and ‘inciting hatred towards the regime’.
- On 12th June, 63 students of the Bahrain University and Polytechnic were expelled following peaceful demonstrations and updates on Facebook – and at least one student in this group can prove they were not even in Bahrain during the demonstrations. They have also been banned from enrolling in other universities in Bahrain and placed on ‘unofficial blacklists’, effectively ending their academic future in Bahrain.
- On 2nd August Jaleela went on hunger strike along with Rula Al Safar (the President of the Bahrain Nursing Society), in protest at their illegitimate detention.
- The Bahrain Teachers’ Union has been dissolved and a new one put in place with teachers ‘more amenable to the regime’.
- A 20-year-old student teacher at the Bahrain University, Ayat al-Gormezi, was imprisoned and tortured by the Bahraini security forces for nine days after reading a pro-democratic poem on Pearl Roundabout in March this year. Her case became high profile, and international media support has helped lead to her release. By taking action we can give other victims of the current persecution a public voice.
Give a voice to Bahraini teachers and students and take action nowSend your message to the King of Bahrain, the Prime Minister and the Minister of Education demanding an immediate end to the persecution and violation of rights of teachers and students in Bahrain. With your help the denial of rights to these individuals will not go unnoticed, as we demand immediate justice for those concerned.
You can also take further action here:
JOIN the Education International campaign Bahrain: Stop the Crackdown on teacher unionists
http://www.ei-ie.org/en/uaas/uaa_details/28WRITE independently to the King of Bahrain, the Prime Minister and the Education Minister:
His Majesty Shaikh Hamad bin ‘Issa Al Khalifa, King of Bahrain P.O. Box 555, Rifa’a Palace, al-Manama, Bahrain, Fax: 973 17664587
Prince Khalifa bin Salman Al Khalifa, Prime Minister Fax: 973 175 33033; 973 175 32839
Dr Majid Bin Ali Al-Naimi (Minister of Education)
Fax: 973 1768 0161 or 973 1768 4493
Minister@moe.gov.bhThis e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it , Akhbar-alterbia@maktoob.comThis e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it , Moe@moe.gov.bhThis e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it
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martedì 9 agosto 2011
NASA - I ricercatori della NASA: Building Blocks DNA può essere fatto in Space
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venerdì 5 agosto 2011
L'Homo Cyberneticus di Nicola Cara Damiani | SCIENZA E FUTURO
Homo Cyberneticus (Este Edition 2011)
http://www.este-edition.com/prodotti.php?idProd=598
Società cibernetica e Informatica di massa, roba esoterica e – nonostante notebook e smartphone quasi persino nel letto..., di ardua comprensione?
A volte, gli scrittori divulgano meglio, con poche azzeccate pennellate o schizzi, le cose complesse del nostro mondo.
E' certamente il caso di Homo Cyberneticus dello scrittore pugliese Nicola Cara Damiani.
Sulla scia dello stile della comunicazione degli stessi Roberto Vacca o l'equipe di Piero Angela:
ovviamente in chiave narrativa, l'autore traccia con parole scorrevoli da dove viene in fondo il presunto alieno Homo Cyberneticus del nostro tempo.
Attraverso una fiction “classica”, quale la forma dialogica, ottimamente polarizzata tra un misterioso anziano filosofo e due giovani figli dell'era del computer.
Ne esita, appunto, un “semplice” Homo Cyberneticus, riconnesso alle sue origini umane e culturali, che- oltre l'apparenza puramente letteraria, fa piazza pulita dei due principali e convenzionali approcci alla questione degli umani nell'età dell'intelligenza artificiale.
Sia la visione tecnofila e magica, sia quella apocalittica, sono splendidamente relativizzate: la nuova scienza del nostro tempo, mentre cambia- per fortuna- il mondo- in sé è semplicemente il linguaggio del nostro tempo: un linguaggio potenzialmente rivoluzionario.
Va da sé: un'astronave con un pilota scimmia finisce fuori orbita.
Educare invece al senso non solo estetico ma spirituale della tecnoscienza e dei suoi effetti sorprendenti sull'anima o la mente umana (la si chiami come si preferisce), senza alcun timore: se non quello di certo principio di precauzione o realtà, ma mai a priori, nel divenire della storia umana, la piccola grande storia della nostra contraddittoria specie, ma almeno sulla Terra unica, capace di contemplare le stelle, pensare e amare e creare, migliorare la Natura.... genera software umani potenziati capaci di attraversare la computer age.
Bel libro quindi di certo esistenzialismo cibernetico che auspica un semplice homo cyberneticus capace di conservare e rinnovare, raffinare le emozioni umane, non soltanto nei grandi eventi della nostra epoca, dai trapianti ai viaggi spaziali all'energia solare alle macchine pensanti, ma nella vita quotidiana di tutti i giorni- telefonino o wireless , certamente nella stanza accanto o nello zaino, ma acceso o meno...
Come farebbero, senza lamentarsi troppo, anche Platone , Democrito, Eraclito o Pitagora...
RobyGuerra
-->
RR
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martedì 2 agosto 2011
Il nostro cervello non può fare di più - Wired.it
Il nostro cervello non può fare di più
La materia grigia degli esseri umani ha raggiunto i suoi limiti. La spiegazioni di un team inglese di ricercatori
01 agosto 2011 di Lorenzo MannellaIl nostro cervello non può fare di più
Il nostro cervello non pu�� fare di pi��
Teniamoci stretti gli Shuttle, i computer quantistici e le nanomacchine, perché forse in futuro non riusciremo a inventare niente di più sofisticato. Che sia chiaro, agli esseri umani non mancano certo le idee, bensì la possibilità di sviluppare qualche connessione neuronale in più. Il nostro cervello, infatti, avrebbe raggiunto il massimo delle sue capacità di elaborazione dati. A dirlo non è un pessimista qualunque, ma Simon Laughlin, neuroscienziato dell’ Università di Cambridge.
Secondo Laughlin, coautore di un libro sull’autonomia energetica degli organismi intitolato Work Meets Life, per potenziare le sue capacità cognitive la materia cerebrale avrebbe bisogno di quantità extra di ossigeno troppo elevate. Significa che, per far funzionare il cervello, non possiamo permetterci di spendere più carburante di quanto già non facciamo.
“Il nostro cervello consuma energia per funzionare”, spiega Laughlin, “e questo dispendio di risorse è tanto elevato da limitare le performance cerebrali. Significa che c’è un limite alla quantità di informazioni che possiamo elaborare nella nostra testa”.
Il problema non è tanto nelle dimensioni del nostro cervello, ma nel grado di interconnessione tra le sue cellule, i neuroni. Come in un computer, per elaborare informazioni più complesse dovremmo prima espandere la potenza del nostro processore aumentando la sua capacità di calcolo. Ma, purtroppo, la nostra centralina cerebrale consuma già il 20% dell’energia prodotta dall’intero organismo. Inoltre, anche se le dimensioni del cervello rimanessero costanti, sarebbe impossibile aumentare la densità dei suoi neuroni miniaturizzandoli ancor di più. Si tratta di un limite fisiologico che, se superato, produrrebbe più danni che benefici.
Tutti i dati raccolti dagli scienziati fanno presagire che per l’essere umano sia arrivata la fine della corsa evolutiva. Il nostro cervello non avrà mai cellule più piccole e numerose né sarà più veloce di quanto non sia già oggi. A ripetere questa triste verità c’è anche Ed Bullmore, uno psichiatra di Cambridge che lavora a fianco di Laughlin.
Gli studi di brain imaging di Bullmore hanno dimostrato che nel cervello delle persone dalla mente più brillante gli impulsi cerebrali viaggiano più velocemente del solito. “Si paga un prezzo per l'intelligenza'', spiega lo studioso, ''essere più intelligenti significa migliorare le connessioni tra diverse aree del cervello e questo si scontra contro forti limiti in energia e spazio''.
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martedì 26 luglio 2011
CIBERNIX - Frustrazione ciibernetica BRAIN TRAINER
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domenica 24 luglio 2011
Quando i loghi dicono la verità - Wired.it
Quando i loghi dicono la verità
In Honest Logos, Viktor Hertz trasforma marchi noti rendendoli sinceri
06 maggio 2011 di Alessio LanaViktor Hertz, Honest Logos
(Photo credits: Victor Hertz)
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Viktor Hertz, Honest Logos
(Photo credits: Victor Hertz)
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Viktor Hertz, Honest Logos
(Photo credits: Victor Hertz)
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Viktor Hertz, Honest Logos
(Photo credits: Victor Hertz)
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
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Viktor Hertz, Honest Logos
(Photo credits: Victor Hertz)
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Anche i loghi, nel loro piccolo, dicono la verità. Soprattutto quando vengono modificati e riadattati da un designer come Victor Hertz. Abbiamo già incontrato questo designer svedese 28enne che disegna da soli due anni. Era in occasione della presentazione delle sue locandine cinematografiche realizzate con i pittogrammi, i simboli dei cartelli stradali.
In poco tempo la Rete lo ha consacrato un artista di culto, tanto da definirlo viral, una meta ambitissima per ogni creativo che si muove sul Web. Lui, instancabile, non si ferma e con Honest Logos continua una ricerca grafica contraddistinta da un umorismo sottile. Lo scopo è " raccontare la vera anima di un'azienda o come dovrebbe essere chiamata" e lo fa con un tono mai urlato, come piace a noi.
Allora che la sfida abbia inizio: riesci a indovinarli tutti?
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