lunedì 24 ottobre 2011

Professor Immanuel e mister Kant: la doppia vita del filosofo - Cultura - ilGiornale.it

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Kant non sarebbe andato a letto tardi leggendo Kant. Per buona parte della sua vita, avrebbe preferito tirare le ore piccole destreggiandosi nelle feste della buona società prussiana. Come teorizzò esplicitamente a uno dei suoi allievi migliori, il futuro letterato Herder, «non si doveva stare tanto a meditare sui libri».
Questo filosofo godereccio e con tratti francamente libertini, l'Immanuel Kant che non piacerebbe a Eco, Zagrebelsky e tutti i chierici dell'intellighenzia neopuritana, quelli che lo hanno storpiato nel santino del professore chino sulle sue carte e schifiltoso verso i divertimenti prosaici della società, esiste davvero. Basta leggersi Kant. Una biografia, di Manfred Kuehn (il Mulino, pagg. 663, euro 60). Responsabile primo della caricatura è l'appiattimento della personalità di Kant scaturito dalla prima biografia, scritta subito dopo la sua scomparsa, nel 1804, scritta da tre amici. Ludwig Borowski, Reinhold Jachmann ed Ehregott Wasianski erano però soprattutto tre teologi affini al pietismo (una forma di radicalismo protestante), quindi parecchio interessati a ridurre allo stesso tempo l'impatto demolitorio della filosofia kantiana e la biografia vivace del suo autore.
«Fu a causa di questa caricatura - scrive Kuehn - che i romantici tedeschi giunsero a credere che si trattasse di un uomo che era solo pensiero e niente vita». Ed è qui che nasce anche il fondamento dell'equivoco odierno, che presenta Kant (1724-1804) come sinonimo di un'erudizione asociale. Invece, quelli che lo stesso filosofo definì «gli anni più piacevoli della sua vita», furono quelli da magister all'università di Königsberg. Kant a quel tempo passava da una festa all'altra, in compagnia di «ufficiali russi, banchieri di successo, ricchi commercianti, nobili e nobildonne». In particolare, era il favorito della contessa di Keyserlingk, che definì «l'ornamento del suo sesso» e che lo voleva sempre alla sua destra ai banchetti, nonostante il divario sociale. Ma intratteneva rapporti anche con altre donne, come Charlotte Amalie di Klingspor, che anni dopo gli scrisse ringraziandolo «per aver cercato d'istruirla con la piacevole conversazione», e a cui inviava poesie romantiche. Ovviamente, Kant dava una fondazione teorica della sua vita mondana: «è meglio essere matto nella moda che fuori dalla moda»; «le nostre virtù artificiali sono delle chimere, e i vizi hanno origine quando ciò che è nascosto viene visto come vizio»; fino a dire, con gran scorno degli appartati snob passati e presenti: «Le relazioni sociali sono ciò che dà veramente sapore alla vita e rende utili gli uomini degni. Se i dotti non sono adatti alla conversazione, ciò deriva dal disprezzo per la società, che è basato su una mancanza della conoscenza del mondo».
Un osservatore e un praticante del bel vivere, questo era allora Kant, e il ritratto che ne fa Herder lo chiarisce definitivamente: «Quanto vi è di grande e di bello nell'uomo, i caratteri degli uomini, i temperamenti, gli impulsi sessuali, le virtù e infine i caratteri nazionali, questo è il suo mondo». Il magister Kant teneva lezioni per gli alti ufficiali durante i banchetti in casa del generale Meyer, dove veniva condotto con una carrozza dell'esercito. Dopo questi simposi prolungati, «vi erano delle volte in cui non riuscivate a trovare l'imbocco della Magisterstrasse» per tornare a casa, a causa del troppo vino bevuto. Kant consumava «la maggior parte dei pranzi e delle cene in società», e quando non era così si fermava spesso da Gerlach, una sala da biliardo, sua passione perenne.
Quando non era biliardo, spesso era l'«hombre» (una sorta di complicatissima briscola), gioco di carte in cui era così abile da rimpinguare visibilmente i propri guadagni, e che elogiò persino in un suo corso di antropologia, perch´ «ci forma, ci rende imperturbabili, ci abitua a controllare le emozioni». Un habitu´ del bluff sociale, un goliardico consumatore dei piaceri della tavola, accorto bazzicatore del genere femminile. Questa era l'indole naturale di Kant, che a un certo punto regolò la sua vita per la salute malferma e, soprattutto, perch´ aveva intuito che con l'edificio della filosofia critica poteva rivoltare il pensiero occidentale. Come scrive Kuehn, la normalizzazione che Kant si impose dai cinquant'anni in poi, era «un modo di procedere nato dalla necessità, non dalla pigrizia». Non sarebbe mai andato a letto tardi leggendo se stesso. E, ancora vecchio, si presentava al visitatore come «il miglior compagnon, un vero bon vivant», che «gustava allo stesso modo il suo vecchio vino» e non diceva «una parola della sua filosofia».
Mentre altri oggi spendono parecchie parole a vanvera su di lui.

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domenica 23 ottobre 2011

Creator Playbook di YouTube

Benvenuto nella prima edizione del Creator Playbook di YouTube. Siamo entusiasti di offrire a partner e creativi una nuova risorsa che include importanti suggerimenti, best practice e strategie per aiutarli ad ampliare il loro pubblico su YouTube. Il Creator Playbook di YouTube verrà inoltre aggiornato man mano che vengono rilasciate nuove funzioni e che vengono scoperti nuovi suggerimenti, quindi ricordati di consultarlo spesso.

Ci auguriamo che queste informazioni risulteranno utili per il tuo processo creativo e che potremo aiutarti a fare avanzare di livello i tuoi contenuti e il tuo canale YouTube.

Molto stimolante per la creatività !

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sabato 22 ottobre 2011

Il futuro dell'intelligenza artificiale? Il test del pedone - Wired.it

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Il futuro dell'intelligenza artificiale? Il test del pedone
Che capacità di calcolo hanno raggiunto i supercomputer? I sistemi di guida assistita diventaranno lo standard su tutte le auto? L’ultima frontiera della sfida tra uomo e macchina va in scena al Festival della Scienza di Genova
21 ottobre 2011 di Carola Frediani
(Qui trovate una gallery con 50 robot, uno per ogni occasione)

Sono passati quasi 15 anni dalla prima volta in cui un computer è riuscito a battere un campione di scacchi. Da quando Deep Blue, il supercervellone di Ibm, ha umiliato il grande Garry Kasparov, attraverso uno sfoggio di potenza computazionale allora sorprendente: basti pensare che l’algoritmo riusciva a calcolare 100 milioni di posizioni al secondo. “ Ho avuto la sensazione di essere di fronte a un tipo di intelligenza al quale non ero abituato; dall'altra parte della scacchiera ho avvertito come la presenza di una mente aliena...”, commentò dopo aver abbandonato la partita il giocatore russo.

Oggi il supercomputer più potente al mondo si chiama K computer, ha una capacità elaborativa di 10 petaflop (quadrilioni di calcoli al secondo) e si trova in Giappone; ma già i laboratori americani di Oak Ridge stanno lavorando a Titan, un mostro di potenza che arriverà a 20 petaflop e che, oltre alla tradizionali applicazioni mediche e di scienza dei materiali, sarà usato anche per lo sviluppo di nuovi biocarburanti e di energia solare più efficiente.

Eppure, quando si parla di intelligenza, si intende un insieme di capacità più sottili di quelle offerte da un monolite del supercalcolo, abilità che siano in grado di reagire a interrogativi apparentemente semplici ma di fatto incredibilmente complessi. Quelle competenze che servono per decifrare il reale significato di una battuta di spirito o per non andare a sbattere se si guida nel centro di Roma all’ora di punta.

È qui che la sfida dell’intelligenza artificiale - una volta scaraventata nel mondo fisico, imperfetto, sfuggente e così umano, troppo umano - diventa più avvincente. E che il famoso test di Turing mantiene ancora intatto, se non la sua validità scientifica, il suo fascino. Chi si è misurato con i risvolti più pratici nella creazione di software intelligenti è l’israeliano Amnon Shashua, che con l’azienda tecnologica Mobileye ha sviluppato sistemi avanzati di guida assistita (Advanced Driver Assistance Systems o Adas) basati sull’elaborazione dell’immagine per prevenire e limitare tamponamenti stradali. Dei veri e propri occhi elettronici che rilevano la presenza di pedoni o veicoli se l’automobilista non se ne accorge e lo avvisano all’istante, o prendono direttamente contromisure.

“ Per continuare a crescere velocemente il mercato dei sistemi di assistenza alla guida, in particolare quelli basati su sistemi di visione, ha bisogno di piattaforme di calcolo più robuste, più economiche, capaci di sopportare la crescente domanda di funzioni che vanno dai semplici avvertimenti di pericolo incipiente, al rallentamento o addirittura alla brusca frenata”, ha recentemente dichiarato Shashua - che sarà uno dei relatori del convegno Scienza e ingegneria dell'intelligenza, in programma il 23 novembre al Festival della Scienza di Genova - in occasione dell’accordo tra la Mobileye e l’azienda di semiconduttori STMicroelectronics per produrre una
edn.com/article/519515-STMicro_Mobileye_expand_vehicle_safety_IC_developments.php">terza generazione di processori per sistemi Adas.

E forse non è un caso se, al Festival, accanto a Shashua, siederà Nikos Logothetis, direttore del dipartimento di Fisiologia dei processi cognitivi presso il Max Planck Institute for Biological Cybernetics di Tubinga. La sua ricerca infatti si concentra proprio sui meccanismi neurali della percezione e del riconoscimento di oggetti. Per farlo, si aiuta con tecniche di neuroimaging e in particolare con la risonanza magnetica funzionale. Mentre spetterà al panelist Matt Ridley, zoologo, organizzatore scientifico, giornalista e scrittore, inquadrare le singole ricerche in una visione di più lungo respiro dell’innovazione tecnologica. Il suo ultimo libro, The Rational Optimist. How Prosperity Evolves ( L'ottimista razionale: come si evolve la prosperità, in Italia atteso con Rizzoli) è così fiducioso nel progresso scientifico-tecnologico da ritenere infondate anche le preoccupazioni per il clima. Chissà Ridley cosa penserebbe di quello che attualmente si respira in Italia.

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Come condividere (quasi) tutto grazie alla Rete - Wired.it

Continua dopo il video

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Un quadro in sei minuti [video virali] - Wired.it

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venerdì 21 ottobre 2011

Album Covers by Kids

Greetings fans of “Album Covers by Kids!”  We just wanted to say a quick “Thank You” for following us.  It’s exciting every time we see new folks discover the site.  

We’d also like to ask for your help in getting more young artists featured on “Album Covers by Kids.”  In other words…we need submissions.  Surely many of you have kids of your own or younger brothers, sisters, nieces and nephews.  Why not let them loose on recreating some famous album art this weekend?  We are anxious to receive your submissions!


Come vedono i bambini la musica contemporanea? Una risposta originale arriva dal blog Album Covers by Kids che propone le copertine di noti album di musica elettronica, pop e rock ridisegnati proprio dai più piccoli.

Dai Prodigy di The Fat of the Land ai The Alan Parsons Project di Eye in the Sky passando per i Depeche Mode di Violator si trovano anche diverse chicche come So di Peter Gabriel e l'immancabile Help! dei Beatles.

Sul blog tutti possono sottoporre i disegni dei propri piccoli, e chissà che qualcuno non verrà scelto come prossimo cover artist da qualche band in vena di sperimentazioni.

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mérida, extremadura 360 fullscreen panoramas

Fantastica

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