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Geni a comando, basta una scossa elettrica - Wired.it

Geni a comando, basta una scossa elettrica

Facendo passare un po' di corrente nel lobo temporale, le persone sono in grado di intuire più facilmente la soluzione a un problema. La ricerca su PLoS One

07 febbraio 2011 di Anna Lisa Bonfranceschi

cervello

cervello

 

  • cervello

    cervello

    cervello

Manca un’ idea brillante? Magari quella in grado di accendere una lampadina, come avviene nei fumetti quando il protagonista ha un'intuizione geniale? Per ragionare fuori soliti dai soliti schemi potrebbe bastare una (debole) scossa elettrica in una particolare zona del cervello, quella del lobo temporale anteriore (Atl). E in modo del tutto non invasivo e sicuro potreste sorprendervi a pensare sotto una nuova luce, riuscendo a migliorare le vostre capacità di problem solving. È quanto suggeriscono Richard Chi e Allan Snyder dell’ Università di Sydney in uno studio su PLoS One.

Lo scopo dei ricercatori australiani era sapere se la transcranial Direct current stimulation (tDcs), che consiste nell’applicare degli elettrodi al cervello facendo scorrere tra i neuroni delle piccole correnti, oltre ad aumentare le abilità matematiche, quelle mnemoniche e il livello di attenzione, riuscisse anche a migliorare la capacità di risolvere dei rompicapi. In particolare gli scienziati volevano vedere se si può indurre il cervello a pensare in maniera diversa, ad aumentare le capacità intuitive con la tDCS.

Il primo passo degli studiosi è stato quello di reclutare 60 partecipanti e di sottoporgli da risolvere alcuni rompicapi matematici, come correggere operazioni aritmetiche scritte utilizzando fiammiferi. Una prima volta, i volontari dovevano riorganizzare la distribuzione dei fattori in modo che formassero l’operazione corretta senza stimolazioni elettroniche. Successivamente dovevano correggerne altre due ma sottoposti a stimolazioni tDCS. Per alcuni queste erano eccitanti nel lobo temporale anteriore destro e allo stesso tempo inibenti in quello sinistro, per altri viceversa, mentre un terzo gruppo era semplicemente indotto a credere di ricevere scosse elettriche. La scelta della zona del cervello da sottoporre a scariche elettriche non è stata casuale. La Atl destra è infatti nota come la zona più intuitiva della corteccia cerebrale, quella dedicata a vedere il mondo sotto una nuova luce, quella sinistra quella più abitudinaria e legata a ipotesi acquisite.

Analizzando le risposte dei volontari, gli scienziati hanno scoperto che quanti avevano ricevuto una stimolazione nel lobo temporale destro e un’inibizione in quello sinistro avevano una probabilità tre volte maggiore a tutti gli altri di trovare le giuste risposte nel giro di sei minuti. L’ipotesi avanzata dai ricercatori per spiegare questo risultato è con questa combinazione di stimolazione/inibizione si induce il cervello a pensare in modo diverso rispetto al solito e a elaborare nuove strategie.

“È affascinante quando una stimolazione del cervello porta a un aumento delle performace, perchè di solito siamo abituati a pensare che questo tipo di manipolazione sia distruttiva” ha concluso Jonathan Schooler, psicologo dell’ Università della California di Santa Barbara

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Motori, come usare 10 dispositivi insieme senza staccare le mani dal volante - Wired.it

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Motori, come usare 10 dispositivi insieme senza staccare le mani dal volante Il Geremin è un’interfaccia gesturale che permette al guidatore di regolare e gestire numerosi apparecchi diversi presenti in auto 07 febbraio 2011 di Fabio Deotto Mani sulle 10 e 10. È la prima cosa che ti dice l’istruttore della scuola guida quando ti vede prendere posto dietro un volante. Tieni saldo il volante, finché le mani le tieni così hai il controllo della vettura. Già. Poi, però, una volta che hai in tasca una patente con il tuo nome, le mani sulle dieci e dieci non le tieni più. E via via che l’abitacolo si riempie di congegni come smartphone, autoradio, Tom Tom et similia, la probabilità che le tue mani rimangano appiccicate al volante è sempre minore. Per questo è interessante parlare di Geremin, un sistema brevettato da Christian Müller, ricercatore del Research Center for Artificial Intelligence (Dfki) di Saarbrücken, che consentirebbe di gestire un vasto numero di apparecchi elettronici senza allontanare le mani dal volante (e gli occhi dalla strada). Müller e colleghi hanno ideato una sorta di interfaccia gesturale che sfrutta una serie di sensori collocati nel cruscotto per tracciare i movimenti dell’indice della tua mano destra. Con lo stesso principio su cui si basa lo strumento musicale Theremin, i sensori creano un campo elettromagnetico che i movimenti dell’indice andrebbero a interrompere, ottenendo in questo modo di veicolare un segnale. Dal momento che i sensori sono calibrati sulla posizione corretta delle mani sul volante, il sistema, oltre a permettere di regolare diversi apparecchi all’interno dell’auto, indurrebbe il guidatore a mantenere le mani sulle 10 e 10. Per ora il team tedesco ha testato un prototipo del sistema utilizzando un abitacolo fittizio e un programma di simulazione di guida. I sensori sono stati piazzati dietro il volante e l’interfaccia è stata collaudata su un gruppo di sei persone. I risultati sono stati incoraggianti. I guidatori-cavia infatti sono riusciti a controllare e regolare 10 tipi di versi di ipotetici dispositivi utilizzando diversi pattern di movimento dell’indice, con un’accuratezza media dell’86%. In attesa di valutare un possibile inserimento sul mercato, Müller si spinge ad affermare che il sistema da loro studiato è concettualmente più valido e conveniente di altre soluzioni già disponibili (comandi regolabili sul volante) o in fase di studio (sistemi multi-telecamera con approccio simile al Kinect), e questo perché l’interfaccia gesturale permetterebbe di controllare un elevato numero di periferiche, anche più di dieci, con un costo contenuto: i sensori usati per il test non costano più di 50 cent l’uno. Tuttavia, insieme agli entusiasti, attorno alla dimostrazione dei ricercatori tedeschi si allargano anche le file degli scettici. Per alcuni il problema di studiare gesti universalmente riconoscibili e eseguibili con un solo dito è difficilmente superabile, per altri il gesto in questione si presta a un rischio troppo elevato di errore che porterebbe a distrarre il guidatore più di quanto non farebbe una manopola dell’autoradio. Alcune associazioni automobilistiche, poi, hanno accusato Müller di voler incoraggiare l’utilizzo di apparecchi che hanno come effetto quello di diminuire il livello di concentrazione sulla guida. Ma i ricercatori, per ora, rimandano tutte le perplessità al mittente, garantendo che il sistema di riconoscimento gesturale sarà da accoppiare a un’interfaccia vocale per il riconoscimento di comandi espressi a voce. Nel frattempo, Müller e soci si preparano a far debuttare pubblicamente la loro creazione, che verrà presentata la prossima settimana all' International onference on Intelligent User Interfaces di Palo Alto, in California. This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License. open/closeTIMELINECOMMENTICOMMENTI AUTOREUPDATESCORRELATITags correlati: Geremin Theremin Kinect Dfki Tom Tom Follow: Segui Inserisci il tuo nome Inserisci qui il tuo commento: VOTA 7Wired 0Tired 0Expired + Segui 5 Condividi SHARE PRINT PERMA CONTENUTI CORRELATI 07 febbraio 2011 2015, quando uscì la prima auto con i comandi vocali di Tiziana Moriconi MOTORI 04 febbraio 2011 Come trasformare un accendino in una moto [gallery] di Andrea Chirichelli FOTO 02 febbraio 2011 Mini Cooper Countryman, un bolide di tecnologia [test e foto] di Davide Cerruto MOTORI 02 febbraio 2011 Il giro del mondo in 2 ore. In auto [gallery] di Martino De Mori MOTORI 28 gennaio 2011 Nel 2025 voleremo così di Gaia Berruto FOTO 21 gennaio 2011 Motor Bike Expo Show, 10 moto da sogno. 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