giovedì 23 giugno 2011

Anche gli oceani hanno le autostrade [foto] - Wired.it

Anche gli oceani hanno le autostrade

Balene, squali, foche, tartarughe, tonni. I predatori oceanici migrano in corsie preferenziali sottomarine anche per migliaia di chilometri. Uno studio di 23 specie di animali marini su Nature

23 giugno 2011 di Stefano Pisani

Tonno pinnablu

Sono dei giganti a sangue caldo: il loro peso può superare i 650 chili e possono misurare più di 4 metri di lunghezza. Quando sono a caccia di cibo, possono raggiungere anche la velocità di circa 100 chilometri orari

 

  • Tonno pinnablu

    Tonno pinnablu

    Sono dei giganti a sangue caldo: il loro peso può superare i 650 chili e possono misurare più di 4 metri di lunghezza. Quando sono a caccia di cibo, possono raggiungere anche la velocità di circa 100 chilometri orari

  • Squalo bianco

    Squalo bianco

    Reso famoso (e famigerato) da Hollywood, misura fino a 7 metri e il peso arriva ai 700 chili. Nella zona orientale del Pacifico, lo si può trovare dall’Alaska al Messico, anche se si crede sia solo lungo la California

  • Tartaruga liuto

    Tartaruga liuto

    La più grande fra le tartarughe di mare ed anche quella più a rischio di estinzione. Negli ultimi trent’anni, circa il 95% delle tartarughe liuto del Pacifico orientale sono scomparse, e la sua più grande minaccia sono gli umani

  • Albatro piedineri

    Albatro piedineri

    L’apertura alare dell’albatro piedineri arriva fino ai due metri. Durante la sua migrazione, è in grado di volare per centinaia di chilometri e potrebbe anche passare anni senza mai toccare terra. Generalmente vive molto e matura lentamente

  • Squalo mako

    Squalo mako

    Più piccolo dello squalo bianco, raggiunge al massimo i 4 metri. È capace di saltare fuori dall’acqua anche fino a 6 metri di altezza. Mangia parecchi tipi di pesci e calamari, ma anche delfini e tartarughe

  • Elefante marino

    Elefante marino

    Si immerge fino a 1.500 metri di profondità, anche se preferisce i 600 metri. In un anno, passa 10 mesi al mare. Il nome viene dalle dimensioni e alla grossa proboscide usata per emettere ruggiti

  • Tonno bianco

    Tonno bianco

    Si trova nelle acque aperte temperate degli oceani e dei tropici e anche nel Mar Mediterraneo. Lungo circa 1 metro e mezzo, pesa fino a 45 kg. È considerato un piatto molto gustoso e la sua pesca è economicamente significativa

  • Balenottera azzurra

    Balenottera azzurra

    Mammifero marino che raggiunge i 30 m di lunghezza e le 180 t di peso. È il più grande animale conosciuto mai vissuto sul pianeta. Oltre che nell’Oceano Pacifico, si può trovare anche nell’Indiano. Mangia quasi solo piccoli crostacei

  • Leone marino (otaria)

    Leone marino (otaria)

    Il nome deriva dal nome greco, che significa piccola orecchia. Le otarie, contrariamente alle foche, possiedono infatti dei padiglioni auricolari, seppure poco sviluppati. Ssi nutrono di una grande varietà di pesci, compresi naselli e acciughe

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Due enormi distese sottomarine, la Corrente della California e la North Pacific Transition Zone sono fondamentali corridoi di vita che attirano tutta una serie di predatori marini con ciclicità stagionale. Si tratta di vere e proprie autostrade. I predatori dell’Oceano Pacifico sono stati studiati dal progetto Census of marine Lite Tagging of Pacific Predators (Topp) che, inziato 10 anni fa, ha prodotto ora i suoi primi risultati.

Il progetto Topp è riuscito a tracciare per la prima volta i movimenti dei predatori marini dell’Oceano Pacifico, mostrando abitudini e preferenze migratorie e di habitat di ben 23 specie (inclusi anche uccelli marini) diverse che sono state letteralmente spiate via satellite.

Le zone più frequentate da questi animali sono la Corrente della California, che scorre in direzione sud lungo la costa occidentale degli Stati Uniti e una transoceanica autostrada migratoria, chiamata  North Pacific Transition Zone, che collega la parte occidentale e quella orientale del Pacifico, al confine tra le fredde acque sub-artiche e quelle, calde, subtropicali. All’incirca a metà strada fra le Hawaii e l’Alaska.

" Si tratta di aree oceaniche che abbondano di cibo, come se fossero la savana del mare", spiegano Barbara Block, coautrice della ricerca e promotrice del progetto, della Hopkins Marine Station della Stanford University e Daniel Costa della University of California, Santa Cruz: " Sapere dove e quando queste specie si spostano e si incontrano, è un'informazione fondamentale per la cura delle specie e di questi delicati ecosistemi".

Il progetto e i suoi strumenti
Al progetto, lanciato nel 2000, ha preso parte anche il   NOAA Southwest Fisheries Science Center. Il progetto Topp, è uno dei 17 progetti del più largo Census of Marine Life (che si è concluso lo scorso ottobre). Si tratta del più grande studio biologico mai finanziato: una iniziativa che ha coinvolto, alla fine, più di 75 fra biologi, oceanografi, ingegneri e informatici di oltre cinque Stati. Una indagine senza precedenti, quindi, per dimensione e per specie studiate.

I ricercatori hanno usato una varietà di mezzi tecnologici per raccogliere dati su posizione, temperatura dell’acqua, salinità e profondità. In tutto, si sono impiegati 4.306 tag elettronici (delle piccole trasmittenti applicate sugli animali che, appunto, inviavano i dati) su esemplari di 23 specie diverse. Gli scienziati hanno impiegato due anni a sintetizzare l’immensa mole di dati acquisiti, lavorando, con colleghi della Dalhousie University di Halifax, Canada, e del progetto Future of Marine Animal Populations (FMAP), attraverso tecniche di statistica avanzata per individuare le autostrade e gli snodi marini più frequentati dagli animali, nonché in che modo le condizioni del mare influenzavano questi spostamenti.

" Una delle sfide più grandi è stato gestire dati di localizzazione provenienti da diverse origini: da quelli, molto precisi, del satellite ARGOS, a quelli meno precisi di altri strumenti.

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