giovedì 26 maggio 2011

La lente bionica contro la cecità - Wired.it

La lente bionica contro la cecità

Funziona come una telecamera e invia informazioni visive (senza fili) al cervello. L'idea è di un gruppo di ricercatori italiani. Ma finora la sperimentazione è stata solo animale

26 maggio 2011 di Valentina Arcovio

lente bionica

lente bionica

 

  • lente bionica

    lente bionica

    lente bionica

Sono più di 20 anni che si insegue il sogno di ridare la vista a chi è condannato a vivere al buio. I fallimenti della scienza neanche si contano, ma c'è un gruppo di scienziati italiani che ha intrapreso una rivoluzionaria via per combattere la cecità. Grazie a un’innovativa  lente a contatto bionica si riaccende infatti una piccola speranza per tutti coloro che hanno perso la vista a causa di alterazioni retiniche o traumatiche. Ma attenzione: la cautela in questi casi è d’obbligo.

I primi test sugli animali sono molto promettenti, ma per saperne di più bisognerà aspettare di vedere cosa succede negli esseri umani. Non sarà un'attesa lunga. A breve potrebbero infatti partire dei trial proprio qui in Italia, come racconta  Duilio Siravo, presidente dell’ Accademia Italiana Oftalmologia Legale che ha presentato questa nuova perla tecnologica in occasione del nono Congresso Internazionale della  Società Oftalmologica Italiana, che si è tenuto a Roma.

Sulla lente – spiega Siravo – è applicato un microchip che funziona come una telecamera: trasmette il segnale a un sistema wireless applicato nelle vie retrocorticali”. Il meccanismo è più o meno simile alla fotocamera dell’iPhone. “ Proprio come questa – dice il ricercatore –  consente di visualizzare diversi pixel di un’immagine”.

Una sorta di protesi bionica, quindi, che non  cura la cecità ma che aggira l’ostacolo, trovando una nuova strada per ridare la vista a chi l’ha persa.

All’interno della lente - prosegue Siravo -  è posizionato un nanostrato di metallo grande quanto un millesimo del diametro di un capello. Viene inserita in un occhio solo occhio solo e bypassa il bulbo oculare, mandando i segnali direttamente al nervo ottico o alle aree cerebrali deputate all’elaborazione”.

I primi esperimenti sono stati fatti su dei conigli, addestrati a superare un percorso a ostacoli per arrivare al cibo. Dopo aver privato della vista le cavie, impedendo loro di visualizzare il percorso e arrivare alla meta, i ricercatori hanno dimostrato che la lente bionica è servita a far ritrovare la strada giusta. Certo, il fatto che il dispositivo funzioni sugli animali non significa automaticamente che sia la stessa cosa per gli esseri umani.

La difficoltà principale sta nel riuscire a mandare l’informazione visiva alla corteccia cerebrale. Funzione, questa, che nelle persone sane svolge il nervo ottico. Quando però questo nervo viene danneggiato, a causa di una malattia o per colpa di un incidente, viene a mancare il ponte di collegamento tra occhio e cervello. Riparare il nervo ottico oggi è praticamente impossibile, tant'è che ci sono moltissime persone che soffrono di una forma di cecità irreversibile. “ Il nervo ottico - spiega Teresio Avitabile, segretario della Soi -  è composto da milioni di fibre. Possiamo paragonarlo a un cavo che contiene al suo interno milioni di fili, se se ne stacca uno è davvero complicato riuscire a ricollegarlo in maniera corretta.

Pagina successiva
1 2

      href="http://posterous.com">       da site_name (())       

Nessun commento:

Posta un commento