martedì 17 maggio 2011

Nuovi tipi di pasta? Si progettano in Puglia - Wired.it

Nuovi tipi di pasta? Si progettano in Puglia

L'agroalimentare si fa hi-tech nel distretto tecnologico pugliese. Unendo innovazione e tradizione

17 maggio 2011 di Alessio Lana

Pasta

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  • La pasta a chilometro zero? Una splendida utopia

    Pasta

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Se il Trentino è impegnato nell' edilizia sostenibile e la Lombardia nell' aerospaziale, la Puglia si dimostra all'avanguardia nel settore agroalimentare. Una nuova tappa del viaggio di all'interno dei distretti tecnologici italiani di Wired.it, una prova che ci sono ancora forze fresche capaci di trainare l'innovazione italiana.

Utilizzare le più avanzate tecnologie per migliorare la produzione delle olive o per ottenere un prodotto fresco a base di carciofo può suonare singolare. Ma questi sono solo due dei progetti in cui è impegnato il DARe, il distretto tecnologico agroalimentare pugliese.

Riconosciuto dalla Regione Puglia nel 2008, questa realtà unica in Italia ha l'obiettivo di innovare il settore agroalimentare cercando di colmare uno storico divario tra centri di ricerca e società private. Un obiettivo particolarmente importante qui nel tacco d'Italia, dove l' agricoltura pesa per il 5,24 per cento del Pil contro una media nazionale del 2,65 per cento.

Per raggiungerlo, il distretto ha a disposizione più di 1.400 addetti tra staff amministrativo e ricercatori a tempo determinato e indeterminato. Al suo interno infatti trovano posto forze altamente innovative che provengono dalle università di Bari e di Foggia, dal Cnr, dall Cna, ma anche da numerose banche, fondazioni e aziende private.

Un altro punto di forza è lo sviluppo di progetti demand pulled, un tratto comune dei distretti tecnologici. A differenza dei centri di ricerca classici, infatti, il DARe segue soprattutto la domanda delle aziende come fonte principale per l'indirizzamento dei propri progetti di ricerca. Si occupa infatti di consulenza tecnologica alle imprese e project management, ma anche di analisi di mercato e scouting tecnologico.

Tra gli oltre cento progetti innovativi che puntano a migliorare il sistema produttivo delle aziende agroalimentari pugliesi per renderle più competitive sul mercato, troviamo la ricerca di nuove confezioni di imballaggi polimerici per migliorare l'aroma e la consistenza del vino, lo studio di formulazioni con materie prime non convenzionali per produrre nuovi tipi di pasta, ma anche la selezione di un pool di ceppi microbici per riutilizzare gli scarti delle produzioni di olio. Innovazione e tradizione, insomma. Perché, dopo il mandolino, anche pizza, pasta e maccheroni hanno mostrato il loro lato hi-tech.

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