venerdì 20 maggio 2011

Robot parlanti e cure contro il cancro, la fiera dei piccoli nerd - Wired.it

Robot parlanti e cure contro il cancro, la fiera dei piccoli nerd

Wired.it è volata a Los Angeles per scovare i piccoli scienziati del futuro, per un concorso internazionale per studenti delle superiori. Ecco i migliori (e qui trovate quelli italiani)

20 maggio 2011 di Gaia Berruto

GNut, il robot che parla e vede

L'ha creato un ragazzo di 16 anni del Sud Carolina e non ha niente da invidiare ai prototipi delle univerisità di robotica

 

  • robot

    GNut, il robot che parla e vede

    L'ha creato un ragazzo di 16 anni del Sud Carolina e non ha niente da invidiare ai prototipi delle univerisità di robotica

  • robot

    GNut

    Grazie a questo progetto, lo studente americano ha vinto il quarto posto nella categoria Ingegneria (500 dollari) e un viaggio al dipartimento IT del CERN

  • batteria nei pantaloni

    Suonarsi i pantaloni

    Ad Aseem, inglese di 17 anni, piace la batteria. Così si è creato dei sensori da infilarsi nei pantaloni. Amplificatori nello zaino o cuffie per suonare in metro senza disturbare. "Con 60 sterline ti fai la batteria!"

  • Laptop

    Esperimenti di realtà aumentata

    Un kinect, un laptop sulla schiena, uno a fianco e occhialini da Blade Runner: Lai Xue, cinese di 18 anni, non viaggia leggero, ma il suo show incanta tutti quelli che passano dal suo stand

  • Occhiali

    Ritorno al futuro

    Lai Xue con gli occhiali durante l'esperimento di realtà aumentata. Con il progetto ha vinto il  1'premio e il riconoscimento best of nella categoria Computer Science (5mila e 3mila dollari) e volerà in Europa al contest dell'Unione Europea

  • skateboard

    Il personal trainer per skater

    "Uso lo skate e non riesco mai a capire se sto facendo i movimenti giusti". Che fare? Haoyang Fan, cinese di 18 anni, ha messo dei sensori sotto la tavola e si è inventato un software per analizzare i dati e farti dare i consigli di postura

  • pakistana

    Elettricità da un mulino di fortuna

    Fatima Sohail, 14 anni, viene da Karachi (Pakistan) e vuole risolvere il problema della carenza di elettricità nel suo Paese. Come? Con un mulino a vento low cost che sfrutta il movimento d'aria verticale

  • Robot Costa Rica

    Il robot per maneggiare oggetti pericolosi e fragili

    Creato da un ragazzo della Costa Rica di 16 anni, è comandabile via Internet

  • Luis Leon Vega

    Luis Leon Vega

    16 anni, si è inventato il robot controllato a distanza per maneggiare materiali pericolosi. "Dalla Costa Rica, via Internet, posso comandare i suoi movimenti qui negli States", ci racconta con un inglese zoppicante

  • webcam

    Scrivere con gli occhi

    Filip Naiser, 18 anni, della Repubblica Ceca, si inventa un software per far usare i pc a chi non ha le mani. Come? Webcam su un cappello da baseball che analizza il movimento degli occhi

  • Cellulare per bambini

    Il cellulare per bambini

    Se l'è inventato una ragazza ceca di 19 anni. È pensato per bimbi dai 5 ai 9 anni: sembra un giocattolo, ha due numeri in memoria per chiamare mamma e papà

  • robot spider

    Il robot ragno

    Thomas Ladyman, inglese di 18 anni con tanto di farfallino al collo, ci spiega che ha costruito il robot in cinque mesi, nel tempo libero. Controllato da remoto, è perfetto per i terreni impervi

  • cinesi

    Lo studio del 3D

    Hanno 18 anni, vengono da Shenyan, ma sono tifosi delle squadre di calcio italiane. Si sono inventati un nuovo strumento per mappare gli oggetti in 3D e sono arrivati secondi nella categoria Computer Science

  • tornado app

    Tornado app

    Da uno studente del Massachusetts l'idea di un'applicazione per Windows Phone per prevedere i tornado. Premiata da due fondazioni americane, mentre una terza pagherà al ragazzo un tirocinio estivo nel centro di ricerca del NOAA

  • desalinator

    Togliere il sale all'acqua

    Benedict Priela ha 15 anni, viene dalle Filippine e pensa di risolvere la carenza d'acqua nel mondo con una macchina ad energia solare che trasforma l'acqua di mare in acqua potabile

  • studente turca isef

    Orgoglio nazionale

    Una studentessa turca personalizza il suo stand con la bandiera del suo stato

  • isef intel

    Il padiglione

    Una piccola parte del padiglione dove tutti i ragazzi, più di 1600, hanno presentato i progetti a giurati, giornalisti e scout provenienti dai migliori centri di ricerca del mondo

  • intel isef

    La sede del concorso internazionale

    Per una settimana il downtown di Los Angeles è stato colonizzato da adolescenti di tutto il mondo

  • premiazione isef

    Momenti di gloria

    All'edizione 2011 hanno partecipato più di 1600 ragazzi da 65 Stati. Intel investe ogni anno 100milioni di dollari in programmi di educazione, che usa anche per organizzare questo concorso internazionale

  • premiazione isef

    I premiati

    Colpo d'occhio ad alcuni dei ragazzi premiati durante l'Intel ISEF 2011

  • sauditi

    Festeggiamenti

    I premi dell'Isef vanno da qualche centinaia di dollari a 75mila. Senza considerare i soggiorni all'estero per partecipare a stage e tirocini in prestigiosi centri di ricerca come il Cern 

  • premiazione isef

    Sul palco

    Un giovanissimo studente giordano, munito di sciarpa del suo Paese, si gode il trionfo accanto agli altri vincitori 

  • premi isef sauditi

    La premiazione

    Il gruppo saudita durante la premiazione

  • 0
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
  • 13
  • 14
  • 15
  • 16
  • 17
  • 18
  • 19
  • 20
  • 21
  • 22

LOS ANGELES - C’è un ragazzo cinese di 18 anni che si è inventato un software per migliorare la sua tecnica sulla skateboard: “ Due sensori sotto la tavola e il gioco è fatto. Quando arrivo a casa analizzo i dati e mi riguardo gli schemi”. Un coetaneo inglese voleva portarsi la batteria sempre con sé, e ha trovato il modo di inserirla sotto i pantaloni. Quando è in metro, si mette le cuffie e sbatte le mani sulle ginocchia: “ Con 60 sterline suono la mia musica ovunque vada”.

Sono solo due dei 1.600 studenti delle superiori che la scorsa settimana sono stati invitati da Intel a Los Angeles, all’ International Science and Engineering Fair (Isef), il concorso internazionale per giovani talenti organizzato ogni anno dalla multinazionale. Wired.it era lì, per conoscere gli innovatori di domani.

Dalla Russia al Brasile, passando per Palestina e Repubblica Ceca, c’erano studenti provenenti da 65 Paesi. Mancavano all’appello i ragazzi nigeriani, pare non partiti per un ultimo scrupolo dei genitori davanti al lungo viaggio, e le scuole di Dubai, che forse hanno avuto problemi con il visto. Gli italiani c’erano, ben tre squadre, di cui due tornate in patria con un assegno in tasca ( clicca qui per scoprire i progetti italiani).

Ma perché Intel organizza una fiera per ragazzini? “ Investiamo ogni anno 100 milioni di dollari nei progetti educativi. L’Isef è uno dei tanti e ne siamo fieri perché si sottostimano sempre le capacità degli studenti delle superiori”, ci racconta Wendy Hawkins, presidente della Intel Foundation: “ Ogni anno sette milioni di ragazzi di tutto il mondo partecipano alle selezioni per questa gara presentando progetti molto validi. Noi li teniamo d’occhio: alcuni un giorno potrebbero diventare candidati appetibili. Altri no, ma di certo con il loro lavoro daranno una mano all’economia del loro paese”.

 


Per uno studente delle superiori essere invitato all’Isef è un sogno: non solo per la gita a Los Angeles, ma anche perché – durante i giorni della fiera – scout dei principali centri di ricerca del mondo vengono a curiosare nel padiglione e si fermano a chiacchierare con i ragazzi. Qualcuno è stato selezionato per tirocini estivi in posti come il CERN, altri hanno ricevuto premi in denaro: il primo è di 75 mila dollari. In totale, la cifra da spartire fra i tanti vincitori è di quattro milioni di dollari.

Girando fra gli stand, si trovavano personaggi di ogni tipo: nerd inglesi con farfallino al collo, ragazzi giordani con la bandiera del proprio stato come sciarpa, cinesi inventori di software per mappare gli oggetti in 3D, ma anche fini conoscitori delle squadre di calcio italiane. Qualcuno ha creato per gioco, o perché gli serviva, come lo skater o il suonatore di batteria. Ma c’era anche chi, magari aiutato da un professore, ha pensato un po’ più in grande.

Pagina successiva
1 2
Licenza Creative Commons

      href="http://posterous.com">       da site_name (())       

Nessun commento:

Posta un commento